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Dott. CARMINE MARTINO
Quando il CHIRURGO deve RIFIUTARE l'INTERVENTO
Di fronte ad ogni richiesta di intervento che gli viene fatta il chirurgo plastico deve mettersi con tutta la sua arte dalla parte del paziente , per valutare correttamente il rapporto Costo- Beneficio di quell'intervento, cioè, il quoziente di rischio (di complicazioni, o anche semplicemente di disagi) in rapporto all'entità del miglioramento che si può ottenere. Una volta effettuato questo bilancio deve comunicarlo correttamente al paziente. A questo punto il bilancio del medico si confronta con la motivazione del paziente; ne possono scaturire molteplici situazioni. Ad esempio:
a) Si può prevedere un risultato soddisfacente rispetto alle aspettative del paziente, le motivazioni dello stesso sono valide, i rischi sono quelli normali per un intervento chirurgico di quel tipo ed i disagi proporzionati alla entità del risultato. Può 'valerne la pena'; si procede.
b) Le aspettative del paziente non sono realistiche rispetto alle possibilità pratiche dell'intervento. Si può ottenere un risultato solo parziale e non quello desiderato; anche se il paziente ha forti motivazioni occorre rifiutare l'intervento, per evitare delusioni.
c)E' possibile ottenere un risultato ottimale, ma occorrono procedure rischiose o esistono rischi supplementari legati, ad esempio, all'uso di materiali di impianto non sufficientemente sicuri o che possono dare reazioni non controllate e imprevedibili; il buon chirurgo rinuncerà alla possibilità di un brillante successo, a rischio della salute del paziente, riservandolo ai colleghi con meno scrupoli, che saranno anche considerati più bravi fin quando verranno assistiti dalla 'Dea bendata'. A questo proposito va' ricordato il ruolo negativo di alcune Ditte e di alcune Riviste femminili di Estetica che pubblicizzano procedure e prodotti non sempre affidabili, e che il paziente richiede direttamente. Il medico deve svolgere a questo proposito un ruolo critico e non essere la' vittima colpevole' di tutte le logiche di mercato del settore.
d) E' possibile un buon risultato con rischi accettabili, ma il paziente non è sufficientemente motivato, in quanto riteneva che la procedura chirurgica ed anestesiologica fossero molto più semplici. Non è disposto a sopportare eccessivi disagi; ebbene questi disagi non vanno nascosti ed occorre rifiutare l'intervento. Il paziente non dovrà mai pronunciare la frase: < Se avessi saputo di dover andare incontro a questi fastidi...). Il paziente richiede un 'piccolo ritocco', ma questo obbiettivo necessita di un trattamento troppo invasivo ed esagerato rispetto al beneficio richiesto; è una ulteriore situazione di rifiuto.
e) Il paziente richiede la correzione di un difetto che il chirurgo non vede, ha una visione poco obbiettiva e distorta della sua immagine, ha un carattere ipercritico o maniacale, ha problemi psicologici relazionali che crede di risolvere con l'intervento estetico, ma che hanno radici molto più profonde. Sono tutti casi di rifiuto. Dunque, sono più i casi da rifiutare che non quelli da accettare? In effetti non è così ma i casi prima esposti sono abbastanza frequenti. In definitiva è molto importante una corretta ed esauriente informazione, che viene completata dai moduli di Consenso Informato, i quali rappresentano un vero e proprio contratto tra medico e paziente ove vengono descritti, per ogni intervento, la tecnica ,il tipo di anestesia, i risultati prevedibili ed i possibili rischi. Si tratta di un sistema in cui il paziente viene direttamente coinvolto nelle scelte terapeutiche e nella gestione dei rischi ad esse associate.
La Chirurgia Estetica della Faccia
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