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Il processo di invecchiamento del viso inizia già dopo l'adolescenza e varia da persona a persona in rapporto a molteplici fattori, come il patrimonio genetico e la predisposizione familiare, le abitudini alimentari, lo stile di vita, lo stress, l'esposizione ai raggi solari, il tipo di attività lavorativa, il carattere, le malattie, l'assunzione di farmaci ed altro. L'invecchiamento, naturalmente non è di per sè una malattia, ma lo può diventare per taluni, che ne vengono ossessionati, spiando quotidianamente i segni della propria decadenza; a queste persone viene in soccorso la chirurgia plastica con questo intervento, che viene considerato, fra tutti, il più 'magico', perché rinnova il mito di 'Faust dell'eterna giovinezza'. In questo caso il' patto' non viene fatto col diavolo, ma col chirurgo plastico, che non chiede il possesso di un'anima, ma solo di un giusto onorario. Osserviamo i segni dell'invecchiamento del viso, precisando che non tutti possono essere eliminati col Lifting, che rappresenta un valido strumento, da usare con accortezza insieme ad altre procedure. Occorre distinguere innanzitutto l'invecchiamento della pelle, che si manifesta naturalmente con le rughe, le zampe di gallina intorno agli occhi, la perdita di elasticità con la conseguente flaccidezza e l'invecchiamento della struttura dei tessuti molli sottostanti ( grasso e muscoli ), che si manifesta con la discesa verso il basso dei tratti del volto, l'accentuazione dei solchi naturali, l'accumulo di grasso sotto la mandibola, la perdita di definizione dei contorni. Queste due componenti possono coesistere o anche essere tra loro indipendenti. In altri termini può esservi un rilassamento tessutale e impastamento del viso anche in presenza di una pelle tesa ,fresca e priva di rughe, come avviene in alcuni visi che tendono ad essere pieni e rubicondi. Esiste poi il problema dell'orbita e della zona perioculare, che spesso è la zona più precocemente interessata dal processo di invecchiamento. L'accumulo di grasso sotto le palpebre inferiori e l'eccesso di pelle sulle palpebre superiori, conferiscono notevole stanchezza allo sguardo e rappresentano il segno più precoce dell'invecchiamento del viso; l'intervento di blefaro plastica , dunque, che elimina questi difetti, va' considerato spesso prioritario o comunque contestuale al lifting. Un esame attento comporta la valutazione di tre settori del viso su cui effettuare eventuali correzioni chirurgiche: -Il settore superiore, comprende la fronte, e la regione periorbitaria e palpebrale; qui si possono evidenziare le rughe, i solchi che stanno al centro della fronte, le borse e l'eccesso cutaneo palpebrale. Il Lifting. di questa zona si chiama Lifting Fronto-Temporale e spesso si accompagna a blefaro-plastica. -Il settore intermedio comprende le guance, con i solchi naso-labiali . Il Lifting in questa zona si chiama Lifting facciale. -Il settore inferiore comprende la linea della mandibola ed il collo. In questa zona si parla di Lifting. cervicale. Nel Lifting. completo si agisce contemporaneamente su queste tre zone e si parla di Lifting 'Fronto- Cervico- Facciale'. Nei Lifting parziali si trattano una sola o due di queste zone L'intervento di Lifting Cervicale e Facciale consiste in una incisione cutanea ad S che passa anteriormente in coincidenza dell'attaccatura dell'orecchio al volto e poi prosegue verso l'alto all'interno del cuoio capelluto, verso la regione temporale. La stessa linea di incisione, si estende anche posteriormente, contornando l'orecchio lungo il processo mastoideo e proseguendo sul cuoio capelluto della regione occipitale. In tal modo si può intervenire sulle guance e sul collo, scollando i tessuti e stirando sia la pelle che i tessuti molli sottostanti con adeguati punti di plicatura e trazione. L'intervento viene completato dalla liposuzione di un eventuale eccesso di grasso presenta sotto la mandibola ed il mento. Nel Lifting, completo, quando ,cioè, è necessario trattare anche la regione frontale, le incisioni ad S dei due lati vengono unite da una incisione orizzontale, detta 'coronale', che permette di scollare il lembo frontale dall'osso sottostante. Riguardo alle modalità tecniche dell'intervento di trazione dei tessuti, esse sono molteplici. In passato la trazione veniva effettuata esclusivamente sulla pelle, dopo averla scollata; i risultati non erano molto naturali (viso di manichino) né duraturi nel tempo. Successivamente si cominciò ad effettuare la trazione maggiormente sui tessuti profondi sottocutanei , mediante punti di sutura interessanti il piani aponevrotico e muscolare sotto la pelle scollata, riservando alla pelle stessa una trazione moderata; in tal modo fu possibile ottenere risultati molto piò naturali. Questo concetto della trazione profonda venne ancora di più accentuato con l'avvento di cosiddetti 'Lifting Profondi', che presuppongono uno scollamento anche dei piani profondi muscolari ed aponevrotici dalle ossa del viso ed un loro riposizionamento in posizione più elevata; queste tecniche , molto invasive partono dal principio che il processo di invecchiamento consiste in una caduta gravitazionale dei tessuti verso il basso e che quindi è logico provocarne una trazione ed un sollevamento verso l'alto. Oggi si tende a delle procedure che siano strettamente localizzate rispetto al problema da risolvere ed a tecniche possibilmente mini-invasive. Dopo l'intervento bisogna portare un bendaggio morbido sul viso per circa sette giorni. La congestione e gli edemi post-operatori si risolvono in dieci o dodici giorni.
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IL LIFTING CERVICO FACCIALE
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E' l'intervento più suggestivo in Chirurgia Estetica. Si basa sul principio di scollare e trazionare i tessuti del volto per eliminare il rilassamento legato all'età. I risultati ,quando l'intervento è ben condotto e l'indicazione è quella giusta , sono ottimi. In effetti non è possibile ottenere effetti analoghi ricorrendo a infiltrazioni di collagene o di altri materiali di riempimento, che possono attenuare dei solchi, ma non tendere i tessuti.. Il lifting facciale è un intervento che può interessare tutto il distretto facciale contemporaneamente, cioè la fronte, le guance, il collo o solo una di queste zone. Consigli. Non bisogna necessariamente pensare al Lifting Facciale come ad un intervento molto impegnativo per il paziente; oggi si tende ad effetture dei 'mini-lifting' distrettuali, cioè limitati alle zone 'critiche' del volto, che appaiono più invecchiate senza coinvolgere tutto il volto indiscriminatamente. In alcuni casi in cui non esiste una notevole flaccidezza della pelle, ma solo una lieve caduta dei tessuti molli sottostanti si ottengono ottimi risultati semplicemente con dei piccoli scollamenti localizzati della pelle seguiti da plicature ottenuti con punti sottocutanei che trazionano i tessuti sottostanti. L'effetto di ringiovanimento del volto viene completato dalla microliposuzione; quasi sempre vi è sulle guance e soprattutto sotto il mento, un piccolo accumulo di grasso che aumenta con gli anni e la aspirazione di questo grasso serve a meglio definire la linea della mandibola, che gradualmente tende perdere di definizione ed a risolvere problemi di doppio mento. I risultati migliori si hanno in una fascia di età che va' dai 4O ai 6O anni. Quando la pelle è molto flaccida la durata dell'effetto lifting è di minore durata; quindi è meglio non aspettare la vecchiaia. E' più conveniente ricorrere a questo intervento, quando esiste una valida motivazione, in una fase non avanzata di invecchiamento cutaneo per ottenere una piacevole distensione dei lineamenti, senza perdere in naturalezza. Sono, dunque da evitare quegli interventi drastici di stiramento dei tessuti che portano ad una espressione stereotipata ed inespresssiva del volto, con gli angoli della bocca molto stirati, come si vede dopo alcuni Liftings di scuola americana.
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