MENU INFORMAZIONI GALLERIA DI ESEMPI DI INTERVENTO GALLERIA DI RINOPLASTICA GLOSSARIO DEI TERMINI FORM LINKS
Dott. CARMINE MARTINO
La CHIRURGIA ESTETICA della FACCIA
I PEELING CHIMICI
L'invecchiamento oltre alla comparsa delle rughe ed al loro progressivo approfondimento, provoca anche Irregolarità di spessore e di colore. La eliminazione degli strati cutanei più superficiali e la successiva rigenerazione provocano la formazione di un tessuto di migliore qualità e luminosità, più teso e con meno rughe. Per ottenere questi risultati si può ricorrere a sistemi di tipo fisico, definiti dermoabrasioni e di tipo chimico, i cosiddetti peeling. Esiste una dermoabrasione 'meccanica', attuata con una fresa, ed una dermoabrasione 'termica' realizzata col laser. Si parla in questo caso di 'peeling diatermico'. I peeling chimici sono ottenuti ricorrendo a sostanze caustiche che agiscono fino ad una determinata profondità. In base a questa potenza possiamo distinguere peeling leggeri, la cui azione si arresta all'epidermide, peeling intermedi, che raggiungono il derma superficiale e peeling profondi, che si estendono al derma profondo, producendo una lesione equivalente ad una ustione di secondo grado. Un peeling, per dare dei risultati veramente spettacolari , trasformando una pelle secca e rugosa in una liscia e luminosa deve essere tanto caustico da distruggere non solo l'epidermide, ma buona parte del derma, con effetto simile ad una ustione di secondo grado profonda. Ciò significa, però, che esso comporta anche tutti i rischi connessi ad una lesione di questo tipo, come la discromia, l'eritema persistente,le cicatrici. Un peeling, al contrario, sicuro e scevro da complicazioni deve essere molto superficiale, ma , di conseguenza, può consentire solo risultati piuttosto modesti, come ad esempio una rinfrescatina della pelle e l'attenuazione di alcune rughette molto sottili. I peeling superficiali si ottengono con sostanze in grado di corrodere solo l'epidermide. Talvolta, però, possono raggiungere anche gli strati più superficiali del derma (il derma papillare), perché lo spessore della pelle può differire da soggetto a soggetto ed anche nella stessa persone a seconda delle varie zone del corpo. Queste sostanze sono in genere ben tollerate, perché provocano solo un lieve bruciore e danno luogo ad un arrossamento che dura due o tre giorni. Si ottengono discreti risultati nelle rughe leggere e nel miglioramento del tono cutaneo. Le sostanze utilizzate, con varie modalità sono l'acido glicolico al 70%, la resorcina, l'acido tricloro-acetico al 15-30%. I peeling intermedi in genere vengono effettuati con acido tricloroacetico al 30 o 40%; si ottiene una causticazione cutanea a metà strada tra quella ottenuta con i peeling leggeri e quella ottenuta con i profondi. Si determina un ricambio dell'epidermide e del derma papillare superficiale. I peeling profondi determinano una causticazione profonda della pelle, che giunge fino al derma reticolare. La successiva rigenerazione, cellulare, avviene grazie al contributo delle ghiandole sebacee e sudoripare e dei follicoli piliferi, strutture epiteliali che si trovano a profondità maggiori rispetto al derma. Si verifica lo stesso meccanismo di guarigione delle ustioni di secondo grado profondo. Il processo di guarigione è molto lento, anche due o tre mesi, ma i risultati possono avere del miracoloso: la pelle incartapecorita può diventare liscia e rosea. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal rischio molto elevato di cicatrici , che si possono determinare se la azione caustica della sostanza coinvolge anche le strutture profonde ghiandolari e follicolari di cui sopra. Le sostanze utilizzate per questo tipo di peeling sono il fenolo e l'acido tricloroacetico ad alte concentrazioni (oltre il 50%).
La Chirurgia Estetica della Faccia
Area Riservata e-mail dott. Carmine Martino best viewed at 800x600